Caregiver
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Quando dico figlia
sono qui anche la notte
‒ la tua notte è un cristallo sottile
è una crisalide che non sboccerà
è un petalo per volta, che cade ‒
Figlia, dico, e sono il cipiglio,
e sono la prontezza di diventare bambina
coi tuoi occhi che ridono.
Figlia, ma da quante ore sei qui?
Da nove ore.
Nove ore? Madonna, come hai fatto?
E quando ti riposi?
Non pensarci, mamma,
ti presterei le ossa
se potessimo scambiarcele.
Ora dormi, riposa.
Riposiamo. Riposiamoci.
Non vado via,
non ti lascio.
E tu
non andartene.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi molto profondi. Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)
Molto bella (Silvia De Angelis)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano23 dicembre 2024
La conversazione del cuore con la propria madre sofferente, Tutto danno le madri e meritano l’amore più sincero e la dedizione più profonda dai figli. Loro sono la sicurezza dei figli, e i figli sono la certezza che le ladri non resteranno sole. Complimenti poetessa. (E’ un po’ di tempo che non ci incontrava più su questo sito).

