Canto di luna
Giorgia Spurio
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C’è una rosa rossa nel giardino...
Troppo rossa...
La neve soffia sugli occhi
dei bambini che giocano
a nascondino...
Maschera infelicità grigie
con soffici fiocchi di sogni.
C’è una rosa così rossa
tra la brina bianca
e la rugiada invernale.
È così vermiglia,
pulsa come la vena scarlatta
di un cuore...
Che Dio mi sappia testimoniare
dalle stelle, che nessun sacrificio
di un effimero amore
possa aver portato
sulla spina dolorosa
nessun usignolo
o pettirosso, per un capriccio
di una promessa derisa e dimenticata...?
Quale ultimo canto
alla luna, in notte di plenilunio
possa aver fatto sbocciare
dalla morte
così tanta bellezza superba?
I cespugli infreddoliti
preferiscono il silenzio, non dicono,
non parlano...
I rovi sfoggiano spine scintillanti
ben levigate...
E anche lì
dove l’ombra si assottiglia
e dove in quel tacito momento
piange il lutto
di un cuore puro...
Lì, scende soave, come una preghiera,
la neve...
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L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (1)
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Ausilia Giordano12 gennaio 2025
La rosa, signora dei fiori, descritta come portatrice di ferite per le proprie spine, e la rosa reca gioia per la propria bellezza e dolore per le punte acuminate. Sgomento e paura solo note nei versi, scende lieve e silente. Bellissimi versi.

