No, la guerra no!
Nelle ombre che vestono l’uomo
la più nera e cruda era lassù
là dove le Cattedrali grondano
dello Spirito che alza
questo essere, simile a Dio,
e, che aspira alla propria santità.
Là, l’errore si è fatto: dolore
violenza, vera pazzia e morte.
L’uomo che sono io, vorrei
non esserlo, cancellarmi,
troppo duro dimenticare.
Ma, i figli della donna
sanno ancora amare,
vogliono ricordare, pregare
e, gustare il dono dell’abbraccio.
Un canto mi nasce profondo
e vola e bianco e candido
sui dolori neri del mondo.
Tu che sai amare
guarda i fiori, si spengono
dopo averti dato la loro bellezza
e averti vestito di gioia pura,
nel silenzio se ne vanno
lasciandoti il sorriso sulle labbra.
Uomo, ti prego, non essere meno
di un qualsiasi fiore.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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