Dolore ieri, dolore oggi!
Adele Vincenti
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Ad Auschwitz dolori a scuoter coscienze,
occhi sbarrati ed incredulità, eccidio umano.
Campi di neve e trine freddo,
morti, cadaveri e croci in legno,
Auschwitz, ad incuter paura e terrore,
ininterrotto pianto ed imperversar il male.
Campi aridi, a non crescer erba ma,
cadaveri vissuti di fame e lavori forzati,
anime perse e perdute senza perdono,
brividi di freddo e stomaco vuoto.
Contrite anime a rattristar vita,
eccidio in futili ragioni, scempio da non dimenticare.
Per non dimenticar l’orrore ti chiamasti
”memoria da memorizzare”!
Furon ricordi a turbar cuori, azioni anomale,
gesti malsani di menti contorte.
Guerra antisemitismo!
Oggi tanti a condannar e inneggiar pace,
libri e pellicole a raccontar l’ignava storia,
poesie e prose, parole su parole,
testimonianze dei sopravvissuti a far tremar il cuore.
Auschwitz vergogna di quel che fu ieri,
e domani vergogna di quel che è oggi,
l’uomo non impara nulla dalla storia.
Il potere prevale e l’umiltà non fa epoca.
Potere ad annientar Pace, in ogni secolo e storia!
©
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Auschwitz niente croci in legno, solo fosse comuni (Ausilia Giordano)
Senza offesa, te lo dovevo ricordare (Ausilia Giordano)
Grazie Ausilia d’esser passata nella pagina, (Adele Vincenti)
croci di legno, come metafora, lo so erano fosse (Adele Vincenti)
e tanti cadavari, grazie! (Adele Vincenti)
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