Venere
Giorgia Spurio
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C’è il mare
che preferisce non chiamarti,
ti desidera ... Con le sue grandi
braccia d’acqua...
E il fuoco della terra,
scintille d’occhi d’ambra.
Lei sa danzare,
un passo poi un altro,
anche se dice di non saper
ballare.
Il primo vagito di Venere,
un sorriso capace di far innamorare
o impazzire,
un sorriso capace di far smettere guerre
o di annientare la pace.
È spuma marina
ed è orchidea, rosa canina
e nuvola, è nebbia
sottile di seta...
È oro, il sole
sul sonno delle estati.
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