A rei e l’arou (La rete e l’aratro)
Giovanni Ghione
496 poesie pubblicate
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Un surcu intu ma
un surcu inta tera
se t’amii e me man
ti scrovi u me meste
se semmu incuntre
in sce a stradda da sa
ti cun a faina
mi cun i pesci
ti che ti sfregavi
‘na fetta de pulenta
inte l’aringa
appeisa au suffittu
pe daghe u gustu
du ma inta negia
e truva
u buggettin da sa
mi che inte un campo
cheuggivo e oive
pe porta
un po’ d’euio bun
de la bagna cada
cun peveruin
de chi coi e patatte
pe u cundigiun
se semmu scange
pruverbi e moddi de di
mi quelli du ma
ti quelli de sciu de li.
La rete e l’arato
Un solco nel mare
un solco nella terra
se guardi le mie mani
scopri il mio mestiere
ci siamo incontrati
sulla strada del sale
tu con la farina
io con i pesci
tu che sfregavi
una fetta di polenta
in un’aringa
appesa al soffitto
per dare il gusto
del mare nella nebbia
e trovare il barattolo del sale
io che in un campo
raccoglievo le olive
per portare un po’ d’olio buono
di la “bagna cauda”
con peperoni
di qua cavoli e patate
per il “cundigiun”
ci siamo scambiati
proverbi e modi di dire
io quelli del Mare
tu quelli dell’Appennino.
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L'autore
Giovanni Ghione
Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano14 marzo 2025
Bellissima lirica all’amore, grazie per aver donato anche la traduzione dal dialetto. Ricca di romanticismo, invita a leggere e a rileggere le emozioni graziose che suscitano i versi. Complimenti poeta.

