Luce di speranza
Trovommi in antro,
che tetro buio languiva
e luce sfuggiva
ed era sì stantia
E del ciel le stelle non vedea,
soffuse luci ormai morte
dal Mal attanagliate,
orrido presagio aleggiava
Una Dama in luce m’apparve,
che prono ormai ero,
contrito in tal mesto torpore
Allora sentenziò:
Anima in pena risorgi,
ché’l tosto Malo t’abbandoni
A lei sguardo rivolsi
e in questione mi posi:
Chi sei, mia dolce signora?
Sei tu che cerco come dannato?
Che par sempre sia nella pena
e irto è il viaggio mio
che spossa sol provo
Ed ella:
So chi tu sei e la tua cerca,
non disperar, fido d’Amore,
ché’l bene trionferà
Risposi: No, più non credo
dal Mal son defunto
e non più prego
Ancora ella:
fuggi da codesta trista via,
apri il cuor e fuggi via
E luce m’invase
e le stelle rividi,
che l’Eterno Supremo l’avea riaccese
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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