Non odo
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi m ìolto riflessivi. Letti e riletti con atte (Ausilia Giordano)
Rimprovero al riarmo generale (Alessandro Sermenghi)
Poesia con importante messaggio (Alessandro Sermenghi)
Versi molto belli e profondi. Congratulazioni! (Antonietta Angela Bianco)
Apprezzatissima! Un caro saluto Alberto! (Giuseppe Mauro Maschiella)
bella, bella, bellissima elogi di cuore! (Stefana Pieretti)
poeta, molto sentita! (Stefana Pieretti)
Rispetto, onore e stima caro poeta ammiro i tuoi v (Marcella Usai)
versi sempre intensi... (Marcella Usai)
Un’opera intensa e profonda, complimenti! (Franco Scarpa)
Commenti (7)
Grande lirica, meritevole di elogio! Iddio ascolti la tua invocazione, per donare la Pace Vera, tanto desiderata da tutte le genti del mondo. Non sono presenti né l’ulivo benedetto, né la colomba di pace, ma il grido delle madri e il pianto dei bimbi! In un mondo travagliato da continue dispute di guerra, la Pace fa fatica ad alzare la testa. Bellissimi versi. Complimenti.
Sorgono lamenti da chi dubita di Dio sugli interventi necessari a mantenere la pace al mondo. I popoli più potenti ricorrono sempre a strategie mirate ad impoverire o a distruggere l’avversario, senza calcolare gli strascichi sulle vittime innocenti che generano danni economici e conflitti. Non si ode la pace, ma si ode solo gli echi dei bombardamenti.
Una bella lirica ricca d’intense riflessioni sui drammatici tempi che stiamo vivendo. La gente desidera la pace ma i potenti continuano a fare la guerra per i loro sporchi interessi. Non gli importa se la gente muore, per loro sono solo affari. Purtroppo non si sentono echi di campane che suonano a festa, non si vedono ramoscelli d’ulivo. Si sentono invece pianti di vittime innocenti e la pace sembra ancora molto lontana. Complimenti poeta per queste profonde riflessioni.
Una lirica immensa a cui va il mio sincero plauso! Una preghiera a quel Dio onnipotente che mai si vede per interrompere tante sciagure e debolezze umane, soprattutto contro le guerre che provocano solo distruzione, dolore e pianto. Forse perché la natura umana così fatta, è stata da Lui cosi creata. Complimenti poeta!
Non si ode il suono di campane ad annunciare la fine della guerra, né si vede la colomba con il ramoscello simbolo di pace. Allora il poeta si rivolge direttamente a Dio con un’invocazione, una preghiera perché le armi cessino di combattere, perché i cuori degli uomini s’inteneriscano al pianto dei bambini e delle loro mamme. E noi? Noi facciamo nostri i tuoi versi, Alberto.
Versi che arrivano dritti al cuore. Niente è più incomprensibile, inaccettabile, crudele della guerra, riusciremo mai ad avere un mondo senza la devastazione dei conflitti? Condivido la tristezza e l’impotenza dinanzi all’orrore. Plauso al poeta.
Questa poesia è una preghiera accorata che invoca la pace, descrivendo un mondo devastato da conflitti e sofferenze. Il contrasto tra la disperazione umana e il silenzio divino la rende particolarmente intensa, mentre il messaggio finale, rivolto a fermare l’arroganza dei potenti, aspira a un cambiamento reale. Un’opera che unisce emozione e speranza universale.







