Jerusalem
Peppe Cassese
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Sapienza era la madre
tutta brillanti
e il suo bisogno
era segnato
sulla strada per Jerusalem.
Con quanti chiodi
hai fissato la paura
su quale croce
hai piantato le tue promesse?
Miseria era la figlia
gioia e dolore
e le sue mani
erano nude e consumate
in viaggio per Jericho.
È l’altro
e gli altri assenti
e la moltitudine a giocare
con la stanchezza della noia
nella bestemmia
di una chitarra stonata.
Indagano sulla nota nascosta
i suonatori ciechi
nell’ottusità delle voci
e l’ironia
la mia gelida sorella
avanza umilmente
nella notte triste
inseguendo una stella.
Roma 23 ottobre 1973
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
TYhe same old story... (Giuseppe La Marca)
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