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Uomini 30 aprile 2025 · lettura 1 min · 253 letture

Il ritorno dell’alpino

Alessandro Sermenghi 104 poesie pubblicate
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Son partito... con in braccio un fucile, ho sfidato carr’armati arsenali corazzati e mangiato nel porcile. Poi mi son mimetizzato, per cercare di sparire ma la steppa fa sfinire ogni forza ho dosato.              ... Son scappato... a cavallo dell’inverno, quando tutt’era coperto sulla neve son esperto ma’l cammin riman eterno! Quest’e’ viaggio di ritorno, dalla Russia sto partendo questo gelo è tremendo ci si muor pure di giorno.           ... Son tornato... ero dato per disperso, all’anagrafe non c’ero tutto non pareva vero ogni sforzo fu avverso. Furon gl’occhi del cavallo, ferm ancor alla cascina, riconobbe man mancina ed il fazzoletto giallo.          ... Son pagato... pel ritorno dalla guerra, per avere combattuto anche se non m’è piaciuto dilaniar rival a terra. Con ferita da mitraglia che permane per disgrazia, or la patria mi ringrazia, tricolor, n’è la medaglia.
#Freddo#Gelo#Militare#Inverno
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Questa poesia è una dedica per tutti gli alpini che hanno tentato di tornare dalla Russia durante la II guerra mondiale sconfitti principalmente dal clima; una dedica particolare a mio zio Marino, ora defunto, che ne riuscì a tornare vivo.

L'autore
Alessandro Sermenghi

Sono nato a Bologna e vivo a Budrio, un paese in provincia di Bologna. Sono del segno dei Pesci, ho un carattere riflessivo e altruista. Ho avuto un negozio di assistenza di elettrodomestici per 16 anni, ho fatto il traslocatore per 8 anni e attualmente svolgo la professione di taxista presso la COOPERATIVA TAXISTI BO

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Grande Alessandro! (Giuseppe Mauro Maschiella)

grandissimo emozionante (Pierfrancesco Roberti)

Testo poetico emozionante. (Alberto De Matteis)

Commenti (2)

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Splendidi versi sia nella forma che nel contenuto, sul ritorno di pochissimi dei centomila che Mussolini mandò allo sbaraglio per conquistare la Russia. Carne giovane per i cannoni e morte per il gelo! A che serve una medaglia? Ma il potere costruisce ovunque monumenti agli eroi per plagiare nuovi giovani eroi. Lirica molto apprezzata, il mio sincero plauso!

Alberto De Matteis19 maggio 2025

Un testo poetico di spessore che mi ha molto commosso perché ho rivisto nella figura dell’alpino descritta in maniera dettagliata da Alessandro Sermenghi, mio padre, pure lui reduce della seconda guerra mondiale, con Grecia, Albania e soprattutto la gelida Russia, i suoi campi di battaglia, dai quali ritornò giovane ma con un corpo già vecchio. La speranza, leggendo questa poesia di Sermenghi, è quella che mai più debbano succedere simili fatti tragici e sanguinosi. Un testo scritto in maniera plastica ed emozionante, che tutte le nuove generazioni dovrebbero leggere e meditare. Complimenti ed elogio.