Preghiera
PREGHIERA
E’ troppo tardi Signore per parlarti?
Per scriverti come un figlio al padre?
Sei Tu potenza, giustizia, ma anche amore!
Alle sei di mattina, ancora ho pianto.
Non sono uomo: sussulti di sofferenza esplodono
nelle viscere del mio corpo sconquassato.
Piango per lei che fu compagna mia,
la mia sorella, la mia mamma, la mia sposa.
Qualche oggetto mi resta di lei che mi è sacro
Buttar via tutto, per dimenticare?
Affronto ancora sarebbe alla mia amata
che, pazzo, non ho saputo amare.
Signore, dimentica le mie indegnità
allontana da me i dubbi, fammi sapere se
l’anima della mia sposa non è favola di
uomo disperato, diffusa in questo mondo!
Se lei esiste da qualche parte, e non la trovo!
Dalle il permesso di venire da me di notte!
A consolarci, a darci coraggio,
a sprofondare in un amore di angeli, puro
sentimento della vita che fu, centuplicato e
sublimato dalla Tua presenza eterna.
Quando Tu dicessi sì alla mia preghiera,
se il mio cuore si fermasse, direi lo stesso:
grazie ancora Signore per la Tua misericordia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L
Tutte le opere →
L'autore
Luciano Vacca
Nom ho molto da dire sulle vicende della mia vita, non sono interessanti. Sono nato il 10 Ottobre 1931, la mia prima poesia: 9 Agosto 2024.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissima (Pierfrancesco Roberti)
Versi molto belli anche se tristi (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ausilia Giordano20 aprile 2025
Splendore di invocazione da figlio a Padre. "Chi chiede, riceve" recita il Vangelo. Un amore perduto, la propria sposa, rapita da un mistero e a Dio si chiede una speciale grazia. Meravigliosa lirica, anche se dolorosa. Complimenti.
