Il terzo
Giorgia Spurio
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Perché ha la bocca viola,
scura come il silenzio,
una lapide dove nessuno piange
e dove ritrovi il nome senza foto.
Un mondo di scarabocchi
e di baci, di desideri non detti,
di continui addii inabissati,
di labbra morse prima di parlare.
È la città dei non vivi
dove i lumini si spengono
e i santi non piangono,
un abbraccio di nebbia
e pietra, di cipria
e di catrame... Breccia,
catena, fiore di ciclamini e
crisantemo, veri e finti,
plastica e petali.
Voce d’orca
e di foca, pianto
Inuit, nella stella
la neve,
attendendo
il giorno...
Il terzo.
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L'autore
Giorgia Spurio
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