Cuore strappato
Saverio Chiti
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Come un foglio di carta, dove scrivevi
immense parole d’ amore, io ero...
poi un giorno, dopo aver girato
l’ennesima pagina, finì il nostro romanzo
e l’amore si trasformò in dolore quotidiano.
Io non ero più felice, mentre tu avresti voluto
continuare a scrivere su di me
non più frasi ad effetto o gentili parole,
ma orrori e errori con la calligrafia di te
sotto forma di botte e cattiverie.
Non più un romanzo, ma qualcosa
di triste e scadente
divenuto prima un giallo, e poi nel suo continuo
un variegato horror allo stato puro,
fu lì che decisi si fuggire da te
che più riconoscevo come tenero amante.
Eri violento in verbale maniera
e fisicamente mi stavi distruggendo
finché decidesti di strapparmi il cuore
in una mattina di inverno, lì sulle scale.
Nell’ombra mi aspettasti, come si fa
con una preda di valore
in silenziosa posta, al buio dell’androne,
non so dire quante furono le coltellate
ero già morta ai primi colpi,
né se il foglio mio bianco rimase intonso
oppure d’altro colore si riempì la sua carta,
illesa nei contenuti di un amore vissuto
e tragicamente finito una mattina d’inverno.
Adesso quando posso
ai margini di questo luogo di pace
rileggo il nostro romanzo d’amore,
a volte correggo qua e là solo alcuni verbi e virgole
ma da parte mia, non trovo nessuno errore.
Chissà se anche tu nelle ore d’aria
fai lo stesso al chiuso del tuo cuore,
a me lo strappasti in vita
con la convinzione d’esser uomo
che non rinuncia al suo libro,
seppure non fossi tu l’editore.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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