Emigrante due volte
Franca Merighi
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Ti ho dovuto lasciare
paese mio adorato,
e altrove cercare
quello che non hai più
casa, affetti, il tuo bel sole!
Tuttto rimane con te
solo mi porto via
il mio più grande dolore
di vederti ormai finito
e coperto di ferite
perché ti han rubato e colpito!
Tu, che eri un giardino,
del mio cuore l’orgoglio,
dirti addio non voglio
ma mi obbliga il destino.
Un giorno mi rivedrai,
davanti al Signore lo giuro!
e ti porterò di sicuro
un carico di profumi
d’altri mari, di altri monti,
e assieme ritroveremo
quegli orizzonti perduti,
e tutti gli anni vissuti
senza i tuoi stupendi tramonti.
©
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L'autore
Franca Merighi
Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Mi sembra di averla già letta nella tua pagina (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Giuseppe Mauro Maschiella4 ottobre 2025
Perfetta descrizione dello stato d’animo di chi è costretto a migrare, spesso per fame e guerre. Egli porterà con se sempre il ricordo e la nostalgia per il suo paese natio. Lirica molto apprezzata, il mio plauso!

