Preceduto dalla sofferenza
Preceduto da una sofferenza
che ogni occasione d’amore sbrana,
aumento alla massima potenza
la mia corsa dietro ogni sottana
fino a sembrare un demone oscuro
da cui è meglio stare alla lontana.
Mi possiede e sbrana ogni futuro
su cui non imponga il suo dolore
e anche in mezzo all’Eden di sicuro
troverebbe cause di furore
non trovando più scuse a star male.
Non importa dove quel motore
di rabbia mi porti né a che vale,
solo andare m’importa ché in fuga
mi sento al pari d’un animale.
A tenerlo a bada mi prosciuga
ogni forza come a dargli spago
che mi sembra sì una sanguisuga
infilzata al collo come un ago.
é un salasso necessario quando
il dolore sembra il solo svago
rimasto e la noia va al comando
d’ogni azione ormai priva d’audacia.
Di droghe per salme in cerca andando,
come imbalsamarsi l’efficacia
avesse di richiamar colei
che per il tuo risveglio ti bacia,
nei sogni soltanto la ricrei
per svegliarti morso da una pena
che delle droghe sempre più sei
preda. Troppa pena ti scatena
restare a sognarla e in egual modo
a cercarla troppo t’avvelena,
che di nuovo fa solo comodo
un salasso a tutte le energie.
Ridotto così a un colabrodo
mi aggiro in cerca di farmacie
per cadaveri e alle speranze
chimiche rimettendo le mie
percorro le aride distanze
dell’asfalto e di quel senso vano
d’andare finché in uguaglianze
buie e sfocate dall’alcol frano
come le lenzuola d’un fantasma
senza far rumore né baccano.
Così quel demone alla sua plasma
in una farsa qualsiasi forma
ed ogni cosa che mi entusiasma
nel suo esatto contrario trasforma.
©
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Commenti (1)
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Marcella Usai30 novembre 2025
Il testo racconta la parabola di un io scisso dalla sofferenza, che tenta di riempire, fuggire o anestetizzare un dolore originato dall’amore perduto. Il demone interiore non è un ospite, ma una figura che ha preso possesso della volontà, trasformando ogni tentativo di vita in una parodia o in una caduta. Plauso
