Irto verso il ciel
Irto verso il ciel
di profumo Natura assaporo,
o casta diva
nel sorregger imploro
Distolgo l’occhi dal velo
a rimirar fuggente nube
repentina l’albero baciante
sfogliante di clivi decomposti
Fugge l’occhio avanti e in ritroso,
osservatore in tal quiete,
s’assopisce la malquiete,
d’odoroso giaciglio ritemprata
Odi anco tu, pellegrino
tal avito benessere,
odi e in ristoro riposa,
che’l tempo ancora arride
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Ausilia Giordano23 ottobre 2025
Stupendo testo strutturato in quattro quartine, in ritmo di versi liberi e in linguaggio aulico, con una rima alternata e alcune assonanze ritmiche. Mille complimenti poeta.
