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Introspezione 11 febbraio 2008 · lettura 1 min · 2044 letture

La fune sfibrata

L Falchero 391 poesie pubblicate
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Affondo e riaffioro nelle sabbie mobili dense della mente appannata e stanca in un pensare confuso, in un sentire in conflitto con la durezza del reale. Non c’è tregua né sentiero sicuro da seguire nel mio bosco fitto, intricato di bacche e di spine, non ci sono più desideri: solo l’inquieta attesa dei nuovi colori dell'alba e della futura stagione e quando il gorgo della rassegnazione sembra risucchiarmi in una vita opaca e in sordina, si ribella in me lo spirito disperato e intimamente tranquillo che mi trattiene aggrappata alla fune sfibrata d’un sogno o forse d’una persona troppo vera per poterla abbandonare col mutarsi di scenari e certezze, ...e se la fune tanto tesa si dovesse spezzare? Che ne sarà di noi?
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... righe volutamente stentate e ”affaticate” come il mio stato d'animo. Il conflitto interiore tra cuore e mente in un groviglio di pensieri ed emozioni contrastanti potrebbe forse spezzare una fune troppo tesa?

L'autore
L Falchero

Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso

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Commenti (2)

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Paolo Ursaia11 febbraio 2008

Un animo stanco e sfibrato, che ci propone una fotografia impietosa del proprio stato; versi che graffiano, affaticano...

Rita Minniti11 febbraio 2008

In questi versi si sente tutto l'affanno di una mente stanca, di un corpo spossato da pensieri confusi in conflitto con la realtà. Una mente però che vuole lottare, farcela, anche se ricade, poi, stremata nella domanda finale ” che ne sarà di noi? ” Introspezione tesa... forte, dura ma meravigliosamente descritta.