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Sociale 25 novembre 2025 · lettura 2 min · 87 letture

Non più Anime confuse

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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a che servono se non a crearci alibi no davvero a che servono... non più Anime di fanciulle massacrante per strada mentre il mondo ancora una volta distoglie lo sguardo altrove, a che servono le futili parole e i falsi proclami di sventura di noi ipocriti uomini a trovar scuse mentre loro, loro vivono nella paura, a che servono le grida nella via e i pianti di madri lasciate da sole a inghiottire tutto questo dolore se poi si cerca di giustificare quel delirio di uomini che si credono onnipotenti, a che servono poi le TV se non a creare quella farsa che da’ della notizia solo la prima scorza lasciando poi tutto alla mercé del curioso come se la morte fosse un party o un’occasionale sventura, a che serve ora questa paura che affligge ogni genitore visto che a nessuno più interessa la verità di Abele e nel gretto cuore suo, osanna Caino, a che serve se non a far capire alle nuove generazioni quel che in amore si investe senza che il rispetto venga meno, a che serve tutto questo se non riconoscere la libertà di vivere a chi con un semplice diniego al tuo possesso mette freno, a che serve se non in tutto questo: ascoltami ti prego io non sono un oggetto ma un cuore e un’anima che vuol vivere la sua dimensione nel rispettoso amore che cerca nell’altrui cuore, non cedere al possesso in te e cerca in me quel desiderio che ci unisce, e se nel caso tutto finisse, rispetta il mio volere poiché è nel dono stesso dell’amore ch’è incisa la possibilità del termine di esso, così come l’opposizione in me di un rapporto che più non voglio non ci sono anime condivise se è la violenza a farla da padrone, a che serve mentire a te stesso accetta il mio diniego come una possibilità di maturare in te il dissenso alla brutalità di uomo, non c’è più posto in me ora così come nella vita per le anime confuse.
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contro ogni violenza sulle donne perpretate da uomini così vili da non essere considerati rali

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Letto con molta attenzione. Elogio. (Ausilia Giordano)

Commenti (2)

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Ausilia Giordano25 novembre 2025

Potente esecrazione contro la violenza su tutti i piani. Giusta rivalsa e invettiva, poeta. La violenza sfibra tutta la società, chi si crede forte attraverso la violenza, è poverissimo e debole socialmente, incapace di vivere relazioni sociali di amicizia e di affetto. Il mondo dei potenti finge di non riuscire ad arginare il diffondersi del fenomeno, proprio perché, protetti da tante macchinazioni politiche anche su chi delinque, finge di non vedere il marcio della mala società, che contagia tutta la società. Il poeta ha il dovere sociale di denunciare il male, oltre che di elogiare il bello. Complimenti poeta!

Pierfrancesco Roberti25 novembre 2025

lirica molto profonda e analisi in versi completa di tutto il fenomeno dei femminicidi un potente atto di ribellione dell’autore contro l’ipocrisia della società elogio.