Natura
11 dicembre 2025
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Il gufo
È sera la notte si avvicina
così come i rumori del bosco
lasciano spazio al silenzio
fra le foglie della grande quercia,
là sul culmine della collina
intravedo una porzione di luna
e l’anima mia lambisce quella pace
che in me, vive nella paura...
Anche oggi i miei stanchi occhi
hanno intravisto l’avanzare dell’uomo
ai margini della boscaglia
dove sempre più si abbattono alberi
senza alcun ritegno per la natura.
Ah stolto essere che ti credi
l’unico vivente dotato di intelletto
proprio non capisci che per ogni albero
abbattuto, ci sono animali
che non avranno più rifugio,
e sempre meno sarà l’aria
giusta da respirare,
tu uccidi te stesso
credendo in quel progresso
ch’è distruzione e mai vita.
È notte e i miei occhi si fanno pesanti,
non è naturale per me
io che veglio sul bosco
adesso non trovo pace,
i pensieri si accavallano al buio
creando sinistre ombre che mi angosciato,
forse anche a causa di quella ciminiera
che seppur lontana, inietta dosi
di veleno nel cielo sopra di noi.
Sotto di me uno scoiattolo
si affaccia dalla tana
anche lui stanotte non dorme
e lontano scruta l’orizzonte
domandandosi se quella quercia
anche quest’anno
gli donerà le sue ghiande
oppure anche lei
seguirà il destino degli altri alberi.
La pallida luna ora mi appare più fioca
come se piangesse con me
fra le foglie di questa pianta,
sicuramente ognuno di noi
seguirà il suo destino
e dell’amato bosco, fra pochi anni
non ne resterà traccia,
il tutto nell’indifferenza di chi invece
dovrebbe pensare al suo domani.
Gli occhi miei
ora si fanno ancor più stanchi
tanto è il dolore che mi porto dentro,
io che solitamente sono una sentinella
so di aver mancato al mio compito più sacro
la difesa del bosco,
con tutto il suo contenuto che era ed è vita.
In lontananza sento gli ululati di Lupi
che mesti e senza più cibo
si avvicinano all’abitato,
loro che hanno già iniziato la lotta con l’uomo,
adesso a capo chino si avviano
verso le loro case depredando ogni cosa.
Intanto i bimbi alle prime luci dell’alba
come in ogni mattino, fra risa argentine
corrono attorno alla quercia,
ignari del suo destino.
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