Furia Cieca

Walter Olivetti nasce a Moncalieri (TO) e scrive poesie per divertimento e per esprimere quello che ha dentro. Sensibile alla musica e infatuato dalle rime, nel 2017 pubblica "Strada Sterrata", la sua prima raccolta di poesie a cui segue, nel 2020, una seconda pubblicazione dal titolo “La Quiete del Lago”. Nel 2023 p
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto bella (Pierfrancesco Roberti)
Versi molto significativi. (Ausilia Giordano)
Commenti (4)
Intensa e drammatica, racconta l’avanzata degli Unni guidati da Attila. Usa immagini forti per trasmettere paura, violenza e distruzione, racconta la ferocia del condottiero e la debolezza di una Roma ormai corrotta. Il tono è adatto a descrivere una guerra leggendaria e spietata. Il mio sincero plauso.
Grazie Marcella Usai per quanto espresso, è per me una bella gratificazione
Questa poesia ritrae Attila, re degli Unni, come un’incarnazione di violenza primordiale e distruttiva: guida un popolo spietato che semina terrore, sangue e crudeltà senza pietà. Il tono epico e drammatico denuncia la barbarie della guerra, presentando Attila come un "flagello di Dio" bieco e atroce, avverso a una Roma corrotta e decadente. È un ritratto potente della furia distruttiva umana, cieca e inarrestabile. Congratulazioni per la scelta del tema, esposto in modo molto avvincente.
Testo strutturato in ottave e in versi che vanno dal trisillabo al novenario, ritmato in rime alternate e versi liberi. Assenti le regole civiche e morali, nei tempi lontani, ogni atto brutale era giustificato dalla necessità. Attila, un nome legato e idealizzato a violenza truce per giungere alle soluzioni drastiche. E la vita di ciascuno era una nullità per molti, civili e per i cosiddetti "barbari". Componimento di alto valore storico e civile. complimenti al poeta.



