185 lettori online · 362.837 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale walterolivetti.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Uomini
Uomini 15 dicembre 2025 · lettura 1 min · 222 letture

Furia Cieca

Walter Olivetti 142 poesie pubblicate
+ Segui
Nascosto nella nebbia delle rive del Tibisco avverto la paura ed il pericolo intuisco, un urlo disumano esorta la barbaria intanto prende forma una guerra leggendaria Il popolo degli Unni marcia possente, spreco di sangue di gente innocente, l’erba dissecca al loro passaggio mentre va a fuoco un altro villaggio... Spronati da un uomo grezzo e triviale che non fa compromessi e agisce brutale, morte e terrore senza pietà, è l’ennesimo atto di crudeltà Attila, sovrano feroce, flagello di Dio, bieco ed atroce, avverso all’impero d’una Roma corrotta, confusa e piegata dalla turpe condotta
♥ 1 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Nel V secolo dC. Re Attila va all’assalto dell’Impero Romano alla guida degli Unni, un popolo capace di passare dall’ira alla calma in un batter d’occhio

L'autore
Walter Olivetti

Walter Olivetti nasce a Moncalieri (TO) e scrive poesie per divertimento e per esprimere quello che ha dentro. Sensibile alla musica e infatuato dalle rime, nel 2017 pubblica "Strada Sterrata", la sua prima raccolta di poesie a cui segue, nel 2020, una seconda pubblicazione dal titolo “La Quiete del Lago”. Nel 2023 p

Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


molto bella (Pierfrancesco Roberti)

Versi molto significativi. (Ausilia Giordano)

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marcella Usai15 dicembre 2025

Intensa e drammatica, racconta l’avanzata degli Unni guidati da Attila. Usa immagini forti per trasmettere paura, violenza e distruzione, racconta la ferocia del condottiero e la debolezza di una Roma ormai corrotta. Il tono è adatto a descrivere una guerra leggendaria e spietata. Il mio sincero plauso.

Walter Olivetti15 dicembre 2025

Grazie Marcella Usai per quanto espresso, è per me una bella gratificazione

Antonietta Angela Bianco15 dicembre 2025

Questa poesia ritrae Attila, re degli Unni, come un’incarnazione di violenza primordiale e distruttiva: guida un popolo spietato che semina terrore, sangue e crudeltà senza pietà. Il tono epico e drammatico denuncia la barbarie della guerra, presentando Attila come un "flagello di Dio" bieco e atroce, avverso a una Roma corrotta e decadente. È un ritratto potente della furia distruttiva umana, cieca e inarrestabile. Congratulazioni per la scelta del tema, esposto in modo molto avvincente.

Ausilia Giordano15 dicembre 2025

Testo strutturato in ottave e in versi che vanno dal trisillabo al novenario, ritmato in rime alternate e versi liberi. Assenti le regole civiche e morali, nei tempi lontani, ogni atto brutale era giustificato dalla necessità. Attila, un nome legato e idealizzato a violenza truce per giungere alle soluzioni drastiche. E la vita di ciascuno era una nullità per molti, civili e per i cosiddetti "barbari". Componimento di alto valore storico e civile. complimenti al poeta.