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Satira 22 dicembre 2025 · lettura 1 min · 228 letture

Triste il Natale

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Triste il Natale mesto baccanale con facce con zampogne e pecorelle che osservano stupite cielo e stelle con la cometa messa in fondo a dieta or che il Bambino piange e si tormenta e al gelo sulla paglia si lamenta. Triste il Natale luce ereticale mentre le genti chiuse nelle case dal sole dell’algore sono invase con dolci panettoni e tacchinotti che fanno la tua tavola felice col cuore candeggiato in lavatrice. Triste il Natale forse al capezzale di questo tempo languido e tiranno che gioca a guardie e ladri con il danno dei giorni consegnati al finto amore la notte che l’arcangelo annunziò che il bene non attiva i suoi falò. Triste il Natale salto nel banale col cuoco che ha bruciato ormai l’arrosto servito a bocche larghe a basso costo nella speranza volta ad affrancarsi sul prato della vita e sull’altare dove che il cuore palpita nel dare.
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Commenti (1)

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Marcella Usai22 dicembre 2025

Una poesia che sorride amaramente, prende il Natale per la barba e ne smaschera la recita. La satira è gentile ma affilata, zampogne stanche, comete a dieta, cuori candeggiati in lavatrice. Fa ridere, ma subito dopo punge. La sensibilità sta nel non deridere il sacro, bensì l’abitudine vuota, il rito senza cuore, l’abbondanza che copre il freddo vero. È un Natale triste non perché povero, ma perché distratto. E proprio lì, nel finale, lascia uno spiraglio, il cuore che palpita nel dare. Una critica che non condanna, ma invita. Molto sentita e condivisa.