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Riflessioni 9 gennaio 2026 · lettura 1 min · 89 letture

Rip- ieno di dolore

Saverio Chiti 2049 poesie pubblicate
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Accasciato fin sopra il feretro rimango in silenzio ad ascoltare il mio dolore che dall’anima sale a rimestar le membra fin a salire al cuore e poi alla mente, ti conobbi come figlio amico o nipote e t’amai d’un amore così intenso da restarmi dentro in quella parte di me in cui trova riparo l’immagine tua... Tutti ne parlano forse esagerando nei titoli mentre tu, nel tuo silenzio ancora sorridi alla vita strappata dalla follia dei materiali interessi, io resto chino sopra di te tu figlio, figlia o nipote o solo conoscente di un incontro per strada, tu piccolo essere che ancora sorridi a me che sono così RIP- ieno di dolore, possa il buon Dio trasmetterti il mio amore.
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è difficile restare in silenzio senza aver la forza di esternare il proprio dolore per vittime così giovani, i figli in una società civile sono frutti di tutta la comunità

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Versi toccanti... (Marcella Usai)

Versi molto profondi. Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)

Commenti (3)

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Marcella Usai9 gennaio 2026

Il testo è un fiume di dolore e affetto, un grido muto verso chi non c’è più, ma che rimane vivo nell’anima. Colpisce per l’intensità emotiva e la tensione tra il silenzio della morte e la forza dell’amore che resta, un amore che cerca ancora contatto e memoria. Il linguaggio è potente, viscerale, e riesce a far sentire al lettore il peso della perdita e la delicatezza del ricordo. Struggente

Pierfrancesco Roberti9 gennaio 2026

versi che palpitano dolore e silenzio mi hai emozionato caro poeta complimenti

Ausilia Giordano9 gennaio 2026

Chi è nostro figlio/a, nostro/a nipote, ogni giovane vita lo diventa nel bisogno, nella gioia e nel dolore. Si squarcia il petto di ogni madre, nonno/a e zia/o, al saper di sofferenze e disgrazie. Un mio alunno si schiantò con la moto, tempo fa, contro un lampione il giorno di Pasqua. E’ certo che il dolore penetra nelle viscere di chi accede alla notizia, e soffre vedendo nella vittima spezzare il proprio cuore. Complimenti per i versi, pur se tristissimi e le emozioni che suscitano.