L’uomo dal cappello
Col cappello era alto due metri
l’uomo che parlava della sua terra
come un prete parla di Dio.
Discuteva con altri la nascita
di una comoda e moderna cantina,
i loro discorsi si fermavano sempre
col punto di domanda:
"Speriamo, stiamoci sotto, si vedrà".
Trasformare il campo del frumento
in vigneto con doppie pergole,
lasciare il certo per l’incerto,
dava a lui, incertezza e speranza.
Il suo ricordo è presente
nelle mie canzoni, nelle mie radici:
Vorrei vederlo sulla bottiglia di vino.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un caro saluto (Marcella Usai)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti11 gennaio 2026
una poesia breve un emozionante normalità questo sei tu caro poeta mi tocchi il cuore
Marcella Usai11 gennaio 2026
Ritratto affettuoso e concreto, l’uomo col cappello diventa simbolo di radici, rischio e speranza. La memoria personale si trasforma in identità, fino al desiderio semplice e potente di fissarlo nel vino, come segno che resta. Profumo d’autenticità.

