I ragazzi e le ragazze dell’iran
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre temi importanti di denuncia. Grazie (Marcella Usai)
Molto intensa e profonda. Bravo. Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)
Parole forti e profonde, complimenti. (Franco Scarpa)
Letto con molto interesse. (Ausilia Giordano)
Commenti (4)
È una poesia forte e dolorosa che denuncia la repressione e la violenza subite dai giovani iraniani. Con immagini intense esprime lutto, rabbia e solidarietà, trasformando la poesia in un atto di memoria e accusa morale contro l’ingiustizia. Complimenti Pierfrancesco
La tua poesia è un grido potente e dolente, un pugno nello stomaco contro l’oscurantismo che spezza fiori e primavere. Quelle immagini, cadaveri di fiori, piazze che sanguinano innocenza colpiscono duramente. Molto sentita.
La poesia trasforma la protesta dei giovani iraniani in un simbolo universale di libertà negata. Le immagini dei “fiori” spezzati rendono visibile la fragilità della vita e la violenza che la soffoca. Il contrasto tra luce e buio, pace e morte, crea un’atmosfera di lutto collettivo. Nel finale, la poesia stessa diventa vittima e testimone: un soffio appeso alla forca, ma ancora capace di dire la verità.
Figli d’Iran, figli dell’umanità, tutto il mondo è responsabile verso i giovani e soprattutto i bimbi. Il poeta grida e si ribella nei versi, e questo è il suo dovere, dovere umano e sociale. Versi molto profondi, che devono far rabbrividire chi osteggia la vita degli innocenti! Complimenti al poeta.




