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Ribellione 16 gennaio 2026 · lettura 1 min · 133 letture

I ragazzi e le ragazze dell’iran

Pierfrancesco Roberti 1105 poesie pubblicate
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quanti giovani camminavano per un soffio di libertà vento nuovo del cuore della vita e della felicità Persia avvelenata da una polizia morale di boia nel buio della connessione s’incolonnavano cadaveri di fiori quante primavere sono state spezzate nel silenzio del mondo non c e più sole nelle piazze che sanguinano l’innocenza il Corano è un libro di pace voi siete sacerdoti di morte avete ammazzato i fiori del futuro nelle notti maledette. il silenzio è testimone della strage inumana dei ragazzi. ci sarà una punizione nel cielo velato a lutto soffio di poesia appeso alla forca
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Sempre temi importanti di denuncia. Grazie (Marcella Usai)

Molto intensa e profonda. Bravo. Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)

Parole forti e profonde, complimenti. (Franco Scarpa)

Letto con molto interesse. (Ausilia Giordano)

Commenti (4)

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Marcella Usai16 gennaio 2026

È una poesia forte e dolorosa che denuncia la repressione e la violenza subite dai giovani iraniani. Con immagini intense esprime lutto, rabbia e solidarietà, trasformando la poesia in un atto di memoria e accusa morale contro l’ingiustizia. Complimenti Pierfrancesco

La tua poesia è un grido potente e dolente, un pugno nello stomaco contro l’oscurantismo che spezza fiori e primavere. Quelle immagini, cadaveri di fiori, piazze che sanguinano innocenza colpiscono duramente. Molto sentita.

Franco Scarpa16 gennaio 2026

La poesia trasforma la protesta dei giovani iraniani in un simbolo universale di libertà negata. Le immagini dei “fiori” spezzati rendono visibile la fragilità della vita e la violenza che la soffoca. Il contrasto tra luce e buio, pace e morte, crea un’atmosfera di lutto collettivo. Nel finale, la poesia stessa diventa vittima e testimone: un soffio appeso alla forca, ma ancora capace di dire la verità.

Ausilia Giordano17 gennaio 2026

Figli d’Iran, figli dell’umanità, tutto il mondo è responsabile verso i giovani e soprattutto i bimbi. Il poeta grida e si ribella nei versi, e questo è il suo dovere, dovere umano e sociale. Versi molto profondi, che devono far rabbrividire chi osteggia la vita degli innocenti! Complimenti al poeta.