Te lo do io il Tedeum
Straccio la luna
il vento mi fischia
la valle si inchina
l’alba ritarda
si confonde l’uomo
si fa triste il mio cuore,
faccio pace con il cielo
cerco una preghiera
appropriata al danno,
mi sento le litanìe
di un temporale
che si sveglia
minacciandomi,
sono salvo mi dico
la fontana mi benedice
mentre le campane
suonano a festa
e mi par di capire
dal suono pesante:
"Te lo do io il Tedeum!".
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
emozioni con una bellissima semplicità (Pierfrancesco Roberti)
Un caro saluto (Marcella Usai)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti24 gennaio 2026
bellissima semplicità di linguaggio che esterna emozioni purissime plauso
Marcella Usai24 gennaio 2026
È una poesia intensa e molto visiva. Mescola natura, inquietudine e ironia: il poeta attraversa un momento di smarrimento, cerca pace e protezione, ma resta in dialogo conflittuale con il cielo e il sacro. Il finale, quasi beffardo, alleggerisce la tensione e rende il testo umano e vivo.

