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Riflessioni 27 gennaio 2026 · lettura 1 min · 117 letture

Sacralità

Saverio Chiti 2086 poesie pubblicate
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Piccole mani distese a pregar il niente, labbra sbrecciate e lacrime discese su bocche cucite dalla fame, madri in cerca di cibo e piccoli uomini pronti alla disfida davanti ai pochi camion quasi scarichi di mezzi di sostentamento. Nel mezzo, un Giorno ch’è ricordo e Memoria di ciò che l’uomo senza storia commise in atrocità diffusa, se nell’Olocausto ci sia rispetto l’ombra dell’odierno massacro ne fa difetto nelle case distrutte e nelle vite strappate alla sua terra. Che sia Memoria, è or cosa vana chi prima fu vittima si muove da carnefice, in un triste andirivieni di colpe mai assopite. Vanno in fila indiana le braccia ferite dalle macerie di case macinate dalle bombe divenute tombe per chi dormiva credendosi al riparo e pensandoci nel giusto posto, dove era la sua terra... Va la guerra a cibarsi di anime che furono Memoria di quel l’Olocausto che si ripete come fosse storia che s’avvolge sul nastro della vita... Vai libero, fanciullo, che la fila è infinita.
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_no, non si dovrebbe confondere ciò che ricorda questo giorno con quello che ci circonda, ma se per primo lo fa il popolo che ha subito l’Olocausto e che di fatto dimostra di non avere Memoria, allora tutto perde di senso, poiché ogni massacro se perpetrato su innocenti vittime non trova e non può avere scuse...

L'autore
Saverio Chiti

“ Il mare è immensa gloria, anche per chi crede d’essere solo acqua “ Non so se tuttora nuoto, e quindi ancora oggi vivo la mia ragione d’essere acqua, oppure il mio io trova rifugio nelle onde del mare, nel dubbio mi specchio in ogni pelago. Amo riflettere ad alta voce, mi aiuta a vivere il silenzio, nonostante spes

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Complimenti caro poeta. (Marcella Usai)

Commenti (2)

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Pierfrancesco Roberti27 gennaio 2026

la riflessione dell’autore è molto amara la verità di nuovi genocidi dopo il grande massacro degli ebrei ci sono versi che rimangono dentro plauso

Marcella Usai27 gennaio 2026

Un testo duro e necessario. La sacralità qui non è religiosa ma umana, sta nelle mani dei bambini, nella fame, nella memoria tradita. Il passaggio da vittima a carnefice è il nodo più lacerante, reso senza sconti né assoluzioni. La memoria, svuotata di etica, diventa solo ricorrenza mentre la storia si riavvolge e ripete l’orrore. Condivisa e sentita.