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Sociale 28 gennaio 2026 · lettura 1 min · 102 letture

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Pierfrancesco Roberti 1106 poesie pubblicate
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Cade la neve marcia al di la delle spine del campo della morte. sussurra il violentissimo silenzio degli scheletri che vagano con un numero al braccio. Quanti morti nelle file ordinate dei bambini ammazzati dal gas dei nazisti erano uomini e donne adesso sono numeri nel vuoto della neve. Il massacro della normalità sono gli occhi che parlano il silenzio del vento. olocausto di un umanità di signori nessuno Vorrei inginocchiarmi di fronte alla porta di Auschwitz e piangere il cielo che ha testimoniato le grida strozzate dei cadaveri bruciati nel vento. parlo di una domanda che trema nelle nuvole di oggi perché ancora? la memoria urla il silenzio dei deportati ed il massacro dei bambini palestinesi. Memorie che vivono nel silenzio di olocausti
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ieri è stata la giornata della memoria per me ogni giorno si deve ricordare l’olocausto perché oggi tante popolazioni vengono massacrate nel silenzio del mondo

L'autore
Pierfrancesco Roberti
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Molto profonda, condivido e apprezzo. Un abbraccio (Antonietta Angela Bianco)

Elogio per questi profondi versi. (Ausilia Giordano)

Complimenti Pierfrancesco (Marcella Usai)

Molto forte molto bella 😞 (Daniele miraflores)

Commenti (4)

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Il testo è un grido poetico di dolore e rabbia che collega la memoria dell’Olocausto al dramma palestinese attuale, usando immagini fortissime (neve marcia, scheletri numerati, bambini gassati) per denunciare un presunto “ripetersi” del male. Poesia cruda che piega il ricordo di Auschwitz a strumento di accusa politica contemporanea. Intensa e profonda arriva a scuotere le coscienze.

Ausilia Giordano28 gennaio 2026

Memoria e rispetto dal nostro intimo animo per i tanti nostri fratelli ebrei che hanno perso la vita a motivo d’odio razziale. Grido di dolore da questi versi cocenti e denuncianti contro il sopruso e la violenza. Grande difficile compito del poeta che deve immaginare, immedesimarsi e scrivere. Complimenti all’autore.

Marcella Usai28 gennaio 2026

Il testo di Pierfrancesco è un potente e doloroso richiamo alla memoria storica e contemporanea: mescola l’orrore dell’Olocausto con le tragedie attuali, come quella dei bambini palestinesi, sottolineando come la violenza e la perdita dell’umanità continuino a ripetersi. La scrittura è intensa, visiva e struggente, e trasmette un senso di lutto, colpa e impotenza di fronte alla sofferenza collettiva.

Daniele miraflores28 gennaio 2026

Un testo molto forte per ricordare i lunghi giorni freddi, ma soprattutto freddi dentro al cuore dove i cancelli mai si aprirono per una libertà,ma rimasero chiusi per una morte assurda. Roberto unico come fai sentire tu la disperazione nelle tue poesie c’è ne sono pochi . Complimenti!