Ricordatevi che questo è stato
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto profonda, condivido e apprezzo. Un abbraccio (Antonietta Angela Bianco)
Elogio per questi profondi versi. (Ausilia Giordano)
Complimenti Pierfrancesco (Marcella Usai)
Molto forte molto bella 😞 (Daniele miraflores)
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Il testo è un grido poetico di dolore e rabbia che collega la memoria dell’Olocausto al dramma palestinese attuale, usando immagini fortissime (neve marcia, scheletri numerati, bambini gassati) per denunciare un presunto “ripetersi” del male. Poesia cruda che piega il ricordo di Auschwitz a strumento di accusa politica contemporanea. Intensa e profonda arriva a scuotere le coscienze.
Memoria e rispetto dal nostro intimo animo per i tanti nostri fratelli ebrei che hanno perso la vita a motivo d’odio razziale. Grido di dolore da questi versi cocenti e denuncianti contro il sopruso e la violenza. Grande difficile compito del poeta che deve immaginare, immedesimarsi e scrivere. Complimenti all’autore.
Il testo di Pierfrancesco è un potente e doloroso richiamo alla memoria storica e contemporanea: mescola l’orrore dell’Olocausto con le tragedie attuali, come quella dei bambini palestinesi, sottolineando come la violenza e la perdita dell’umanità continuino a ripetersi. La scrittura è intensa, visiva e struggente, e trasmette un senso di lutto, colpa e impotenza di fronte alla sofferenza collettiva.
Un testo molto forte per ricordare i lunghi giorni freddi, ma soprattutto freddi dentro al cuore dove i cancelli mai si aprirono per una libertà,ma rimasero chiusi per una morte assurda. Roberto unico come fai sentire tu la disperazione nelle tue poesie c’è ne sono pochi . Complimenti!




