Verso Natura
Nebbia si posa
e Natura riposa
e col canto flautato di Pan s’onora
e si sposa
Danzano gaudiose le Ninfe
fra l’umide erbe rugiadose,
brezzate da fulgido Eolo
e prendono in cielo il volo
D’azzurro d’incanto baciati
s’ergono maestosi gli arbusti,
proni supini riversi alla Terra
ed altezzosi ad insignir l’etere
E pecore pasciute brulicano
in estasi deliziate da odorosi virgulti
spiccanti da nuovo terreno
a mo’ di singulti
O pellegrino, vedi tutto ciò?
Onora il paesaggio calpestato,
che libero tu sia da indugi,
approccia quel suo caldo abbraccio
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marcella Usai30 gennaio 2026
Una poesia intensa e armoniosa che celebra la Natura come entità viva e sacra. Le immagini mitologiche e il linguaggio musicale creano un’atmosfera incantata, mentre l’invito finale al pellegrino richiama al rispetto e alla consapevolezza del paesaggio. Un inno delicato al legame profondo tra uomo e Terra.
