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Introspezione 1 febbraio 2026 · lettura 3 min · 72 letture

Soggiogata pazzia

Saverio Chiti 2049 poesie pubblicate
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Fuggo dal mio destino e mi nascondo là, dove non so, non mi va di farmi vedere vivo nell’ombra in quella parte che ognuno rifugge come fosse il male, eppure io... Sì sicuramente lo sono non può essere altrimenti in molti me lo dicono, no no non mi hanno compreso pensano a me come a un diverso un pazzo che disconosce le buone maniere, le loro buone maniere... Mi sento solo, e lo sono sbattuto qua e là come pacco che nessuno vuole per sé, io li guardo dal chiuso di questa stanza ma non li lascio entrare non voglio la loro cura fatta di tante parole in assenza d’amore, chissà se hanno compreso il mio vero male, ora sono solo qui a combattere contro i miei demoni, e a guardarmi le spalle per paura di un domani che già disconosco come non mio, nessuno verrà in mio aiuto mi chiamano pazzo, lo dicono le loro parole eppure non hanno mai provato a interpellare il mio cuore, che ora pulsa di una vita difforme dal vero... Aiuto, mi sono perso in questo buio e ho terrore del buio non lasciatemi qui da solo, in questa notte scura dove le tenebre mi divorano, attorno a me sento le grida di chi come me, si è perso e non ritrova quell’amore che aveva, fosse una madre una compagna o un figlio, su questo giaciglio lentamente muoio e per primo lo farà la mia mente poi con triste e dolorosa calma anche tutto il resto... Sì stavo fuggendo da te che or più riconosco, tutto è buio qui i miei occhi fanno fatica e quasi più cammino, nei lenti gesti del giorno pian piano sto perdendo la ragione, che sia questo il motivo del mio essere qui? Mi lascerò cadere, come un sacco vuoto cadrò al suolo ma senza far rumore d’altronde chi mi può ascoltare! Ero nato libero, come il mio pensiero ora non sono che uno dei tanti schiacciati al potere che ci vuole in ginocchio, non più uomini ma stupidi sudditi del male, intanto una musica sale piano ne riconosco le note e alzandomi in piedi la mano porto al cuore...
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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un caro saluto (Stefana Pieretti)
la chiave di tutto sta negli ultimi 4 versi... (Saverio Chiti)

Commenti (3)

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Pierfrancesco Roberti1 febbraio 2026

bellissima lirica vive nel buio della pazzia in una brutta solitudine lontano dagli altri dal loro sentimento carissimo autore ti lascio il mio coraggio che serve per dire buongiorno agli altri molto apprezzata complimenti

Stefana Pieretti1 febbraio 2026

mi ha colpito in ogni verso è semplicemente una lirica che non ha bisogno di commenti, ma di lode bella, emotiva, forte! Bravo poeta

Marcella Usai1 febbraio 2026

Un testo intenso e doloroso, che dà voce all’alienazione e alla solitudine di chi si sente etichettato e mai davvero ascoltato. Il buio non è solo esterno ma interiore, simbolo di una lotta contro giudizi, paura e perdita d’amore. Colpisce il contrasto tra il bisogno disperato di essere visto e il rifiuto di una “cura” senza cuore; il finale, con la musica e la mano al cuore, lascia uno spiraglio fragile ma umano di resistenza. Complimenti