E vola e va
Peppe Cassese
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E vola e dà e prende e se ne va
ti canta una canzone per benino
poi si lamenta come fa un bambino
che ha perso al gioco e si traveste a lutto
volendo fare l’asso pigliatutto.
E passa e va copiando Alì Babà
coi quaranta ladroni o forse meno
ma il cielo luna e stelle è ancora pieno
dei suoi bollenti salmi al protettore
che santo poi faranno in poche ore.
E ciarla e suona come sa chi stona
coi suoi miasmi presi giù al mercato
sopra il bancone a volte prestampato
coi toni sfatti di un tenore a rate
coi tagli arresi alle parvenze alate.
E vola e va e marca la sua età
col timbro falso dei suoi anni stinti
nel gioco dei dannati mondi finti
tra strade chiuse e tra sentieri noti
mentre in silenzio grida a cieli vuoti.
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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Marcella Usai3 febbraio 2026
È il ritratto sarcastico di uno che si agita molto e vale poco. Canta ma stona, predica ma copia, si atteggia a vincente e piange come un bambino quando perde. Ruba pose, parole e devozione, improvvisandosi artista, santo o martire a seconda della convenienza. Invecchia recitando, con un timbro falso e anni scoloriti, finché resta solo a gridare — senza voce — verso cieli vuoti. Un campione dell’apparenza, instancabile e inconcludente. Grande Peppe!

