Cieco e sordo
Peppe Cassese
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E muto resta il cielo al disperare
mentre la terra gode e non sa fare
altro che stare ferma ad ascoltare
questi lamenti vani chiusi a chiave
nel cuore cieco e sordo al mio latrare.
E cieca e sorda la mia mente vede
la storia del dio uomo fame e fede
e dato che ci sta chi ci provvede
il grido mio si innalza ancora muto
cercando sulla terra un altro erede.
E sordo sono e forse lo sarò
di fronte a questo inferno e ai suoi falò
che bruciano nel petto i miei vivrò
segnando sulla carne i pagherò
con l’essere l’inganno e la paura
ché mai nessuna mano ha scritto NO!
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L'autore
Peppe Cassese
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Un affettuoso saluto (Marcella Usai)
Satirando con arte. (Tonia La Gatta)
Commenti (1)
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Marcella Usai10 febbraio 2026
Una poesia di accusa e impotenza, ma lucida. Non urla contro Dio: lo mette sotto processo. Non assolve l’uomo: lo mostra complice per omissione. Il dolore non chiede redenzione, chiede ascolto vero e soprattutto un atto etico minimo ma decisivo: scrivere finalmente quel “NO” che nessuno ha voluto assumersi. Tanta stima, complimenti Peppe

