Giulio Cesare
Peppe Cassese
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Filippi... il grande incontro con la morte
con Bruto Cassio e gli altri congiurati
per Cesare nei giorni vendicati
uniti dalla vita e dalla sorte.
Roma che apre al tempo cento porte
alle idi di marzo e ai giorni amati
per cancellare i passi tunicati
con le due ali al petto suo ritorte.
E questa gente fragile sia schiava
della sfida del male alle cancrene
col sangue della pietra e della lava
e il cuore batte libero e si astiene
dall’essere e il non essere la clava
del canto che frantuma le catene.
La storia ha celle piene
di amori di contese e tradimenti
uniti dal fragore degli eventi.
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sintesi e originalità. (Giuseppe La Marca)
Commenti (1)
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Marcella Usai21 febbraio 2026
Il componimento di Peppe Cassese prende avvio dall’episodio storico dell’uccisione di Giulio Cesare, richiamando esplicitamente Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino e le idi di marzo. Tuttavia, l’evento non è narrato in modo cronachistico: diventa subito simbolo di un momento decisivo in cui destino personale e destino collettivo coincidono. Soprattutto riflette sulla violenza della storia, sulla fragilità dell’uomo e sull’eterna tensione tra libertà, potere e destino. Elogio sincero.

