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Uomini 21 febbraio 2026 · lettura 1 min · 251 letture

Giulio Cesare

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Filippi... il grande incontro con la morte con Bruto Cassio e gli altri congiurati per Cesare nei giorni vendicati uniti dalla vita e dalla sorte. Roma che apre al tempo cento porte alle idi di marzo e ai giorni amati per cancellare i passi tunicati con le due ali al petto suo ritorte. E questa gente fragile sia schiava della sfida del male alle cancrene col sangue della pietra e della lava e il cuore batte libero e si astiene dall’essere e il non essere la clava del canto che frantuma le catene. La storia ha celle piene di amori di contese e tradimenti uniti dal fragore degli eventi.
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Sintesi e originalità. (Giuseppe La Marca)

Commenti (1)

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Marcella Usai21 febbraio 2026

Il componimento di Peppe Cassese prende avvio dall’episodio storico dell’uccisione di Giulio Cesare, richiamando esplicitamente Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino e le idi di marzo. Tuttavia, l’evento non è narrato in modo cronachistico: diventa subito simbolo di un momento decisivo in cui destino personale e destino collettivo coincidono. Soprattutto riflette sulla violenza della storia, sulla fragilità dell’uomo e sull’eterna tensione tra libertà, potere e destino. Elogio sincero.