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Amore 24 febbraio 2026 · lettura 1 min · 75 letture

Il Mio Sangue e il Tuo Pianto

Daniele miraflores 275 poesie pubblicate
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Se tu sei la vampa che m’incendia i polsi, quel fuoco che non sa tregua e mi fa cenere nel chiostro di una passione che non ha nome, allora io mi faccio sorgente e fango. Mi offro a te come un calice di pioggia per estinguere l’arsura del tuo delirio, mentre il mio spirito si fa scoperto davanti al tuo male. Siamo due bestemmie che s’incontrano in preghiera: tu, l’incendio che devasta il mio petto, io, l’onda che accoglie il tuo peccato, in questa giostra di sofferenza divina dove morire di te è l’unico modo per essere vivi.
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La passione elemento a cui l’autore ricorre sovente, nel suo immaginario c’e sempre questo amore verso un qualcosa di astratto ed ecco che nella prima parte della poesia nominare quella parola che e la \" vampa\" parola per indicare la passione corporea che non ha nome ossia credo che nei sogni la passione non deve avere una definizione come uomo o donna ma deve essere vissuta platonicamente incarnando quegli atteggiamenti tipici ecco scrivere mi offro a te come un calice di pioggia. Ma ecco vivere quel qualcosa che spiritualmente diventa bestemmia e peccato.

L'autore
Daniele miraflores

sono nato a Vercelli una città adorabile artisticamente come del resto tutto il nostro bel paese . Dopo un interruzione durata parecchi anni per vari motivi ho ripreso A scrivere ad apprezzare la Poesia un dono che non tutti possono avere. Non sono un poeta ma a me piace scrivere quello che chiamo i miei pensieri.

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Meravigliosa. Bravo poeta. Un caro saluto. (Antonietta Angela Bianco)

versi letti con interesse. (Ausilia Giordano)

Commenti (4)

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Antonietta Angela Bianco24 febbraio 2026

È una poesia viscerale, costruita sul paradosso: l’amore è un incendio che consuma, ma "morire" in esso è l’unico modo per sentirsi vivi. Usa un linguaggio sacro (calice, preghiera, peccato) per descrivere una passione distruttiva, dove l’io si offre come acqua per placare il fuoco dell’altro. Breve, ma molto intensa.

Alma Gjini24 febbraio 2026

Per un attimo sono rimasta disorientata, non riconoscendo la sensazione che mi aveva lasciato, poi ho riletto tutto e credo di aver individuato la poesia usa una metrica libera e fluida, con versi lunghi e enjambement, (Il vento porta via/le foglie secche) che creano un ritmo sospeso tra desiderio e dolore. Il tema centrale è la passione distruttiva trasformata in esperienza quasi mistica: fuoco e acqua, peccato e preghiera, eros e accoglienza convivono in immagini potenti. La giostra di metafore avvolge il lettore, rendendo il dolore intenso e insieme profondamente vivo. Molto apprezzata sia per i versi che per l’originalità.

Ausilia Giordano24 febbraio 2026

Fuoco di accesi sensi e passione s’incrociano in questi versi e lottano, creando un ardire sofferente. Sembra tutto scivolare in un discorso di incontro passionale, ma dentro il corpo, l’anima appare ferita da spine, in un fuoco d’amore che se non domato, diviene vampa che brucia le sensazioni. Complimenti.

Marcella Usai25 febbraio 2026

Un amore intenso e tormentato, descritto come un fuoco che brucia e consuma. I due amanti sono opposti ma complementari: uno è l’incendio, l’altro è l’acqua che accoglie e cerca di placare. C’è dolore, passione e una forte dimensione spirituale, quasi sacra. L’idea centrale è che, anche nella sofferenza, questo amore diventa l’unico modo per sentirsi davvero vivi. Complimenti poeta