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Riflessioni 1 marzo 2026 · lettura 2 min · 76 letture

E ti ricordi

Saverio Chiti 2049 poesie pubblicate
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Ti ricordi di quanto ti correvo appresso cercando la tua mano e ti ricordi quando sulle tue ginocchia festante mi sedevo e già mi apparivi così vecchio così lontano... Sì mi ricordo il tuo canto ch’era vanto di genie senza pensiero in un mondo più puro e più vero. Adesso vivo quei giorni con la nostalgia che mi serra il cuore al solo ricordo di anni passati con la spensieratezza di bimbo e tutto diventa banale, anche lo scrivere versi per eventi che consideravo normali agli occhi miei. Adesso non saprei dipingerti con i colori che ho forse mi basterebbe una semplice matita per tutte le sfumature del tuo volto che è rimasto in me e che ogni volta ritrovo davanti allo specchio... E ti penso e ti vedo nel cuor mio dove ogni cosa si riflette come fosse anima al cospetto del Divino, io che allora ero solo un bambino ora mi ritrovo uomo e lo sguardo volto indietro ritrovandomi seduto su di me ch’eri mio eroe nei sogni miei di bimbo. Se solo ora tu vedessi ciò che sono sarebbe merito tuo e di mamma per avermi dedicato tutto quel tempo che reputavo perso, in quanto mi sentivo già adeguato al mio destino, e che invece mai fu vano l’essere amato... E ti ricordi, sì che ti ricordi di quei passati tempi te lo leggo nel volto ogni volta ti guardo sulla stele a te dedicata, ciao babbo, salutami mamma e digli che il suo piccolo è assai cresciuto, adesso è un uomo che crede nell’altro proprio come voi mi avete insegnato.
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (2)

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caro Saverio la tua descrizione di tuo padre tocca l’autenticità e il sentimento emoziona il cuore del lettore plauso

Questa poesia è un toccante dialogo postumo tra un figlio ormai adulto e suo padre. ​ Mette a confronto la percezione infantile del padre. Emerge un profondo senso di riconoscenza per l’amore e il tempo ricevuto. Il finale trasforma il ricordo in una preghiera di saluto sia per il padre che per la madre. ​ Lirica molto intima che celebra l’eredità morale lasciata dai genitori. Molto bella, complimenti.