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Satira 2 marzo 2026 · lettura 1 min · 217 letture

Sapientibus

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Potrei non so se posso e se conviene tergiversare in barba al tuo mandato che mette in bella mostra il tempo orbato e scivola nel fango e lo sostiene. Vorrei chi sa se poi pago le pene di chi ha sottratto i fiori del sagrato nel giorno che alla notte niente ha dato appartenente al vuoto sulle scene. Saprei nel dubbio certo cosa fare dei sogni manomessi a poppavia tra il vivere e il vederti accomodare su questo scranno finto l’idiozia che tenta in ogni modo di copiare illustri monumenti in simmetria. Non so se sia miopia ma il mare lo colori coi rastrelli e l’alba la dipingi con gli orpelli.
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Da leggere con molta attenzione. (Giuliano Esse)

Super!!! (Marcella Usai)

Commenti (1)

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Marcella Usai4 marzo 2026

Si sente una voce che dubita, che non si fida di ciò che vede e che percepisce molta finzione attorno a sé. Non c’è entusiasmo né speranza ingenua: c’è piuttosto una riflessione amara su chi occupa ruoli importanti senza esserne all’altezza e su chi prova a “abbellire” la realtà invece di affrontarla davvero.