Sapientibus
Peppe Cassese
2167 poesie pubblicate
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Potrei non so se posso e se conviene
tergiversare in barba al tuo mandato
che mette in bella mostra il tempo orbato
e scivola nel fango e lo sostiene.
Vorrei chi sa se poi pago le pene
di chi ha sottratto i fiori del sagrato
nel giorno che alla notte niente ha dato
appartenente al vuoto sulle scene.
Saprei nel dubbio certo cosa fare
dei sogni manomessi a poppavia
tra il vivere e il vederti accomodare
su questo scranno finto l’idiozia
che tenta in ogni modo di copiare
illustri monumenti in simmetria.
Non so se sia miopia
ma il mare lo colori coi rastrelli
e l’alba la dipingi con gli orpelli.
©
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L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Da leggere con molta attenzione. (Giuliano Esse)
Super!!! (Marcella Usai)
Commenti (1)
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Marcella Usai4 marzo 2026
Si sente una voce che dubita, che non si fida di ciò che vede e che percepisce molta finzione attorno a sé. Non c’è entusiasmo né speranza ingenua: c’è piuttosto una riflessione amara su chi occupa ruoli importanti senza esserne all’altezza e su chi prova a “abbellire” la realtà invece di affrontarla davvero.

