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Sociale 5 marzo 2026 · lettura 1 min · 47 letture

Pensieri felici

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Luciano Vacca 57 poesie pubblicate
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Chi non ebbe virtù di memoria e intelligenza venne bistrattato e mal pagato. E, quando andò peggio, finì sul marciapiede, sconosciuto a me, passante e indaffarato: macchia indistinta, nera, chiusa in tela bagnata. Prese la vita giorno per giorno, divenne amico di micio notturno e nei rumori di treni della stazioncina si affidò a Morfeo gemendo silenzioso, finché brusca scossa di qualcuno gli ricordò di goder di bella vita. E lui, paziente, scelse dimora confacente in altra via. Su letto di pietra distese le membra a lenir sua spossatezza. Fortuna che spesso Morfeo lo visitasse, pur se il sole splendesse nel cielo.
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L'autore
Luciano Vacca

Nom ho molto da dire sulle vicende della mia vita, non sono interessanti. Sono nato il 10 Ottobre 1931, la mia prima poesia: 9 Agosto 2024.

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Commenti (2)

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bella poesia versi che schiudono al cielo per le emozioni plauso

Marcella Usai5 marzo 2026

La poesia racconta la vita dura di una persona emarginata, probabilmente un senzatetto. Chi non ha avuto fortuna o capacità è stato trattato male e pagato poco, fino a finire a vivere per strada, diventando quasi invisibile agli occhi dei passanti. Il protagonista affronta la vita giorno per giorno, trovando compagnia solo nella notte e nei rumori della stazione, e rifugiandosi nel sonno per sfuggire alla fatica e alla solitudine. Nonostante tutto, continua con pazienza a cercare un posto dove riposare. Il testo fa riflettere sull’indifferenza della società verso i più deboli e sulla dignità silenziosa di chi vive in condizioni difficili. Plauso