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Riflessioni 4 marzo 2026 · lettura 1 min · 124 letture

Ritratto a matita

rosanna gazzaniga 322 poesie pubblicate
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Hai vinto la forma immobile della noia amore stabile, eterno enigma sentiero percorso solo una volta. In bianco e nero, lo spirito dei morti mi schiaffeggia, tra bisbigli e lacrime. S’infrange sul cuore come fosse mare il disincanto d’un rosario. Tremano dentro me evanescenti residui di ciò che ha vibrato scosso questa primavera. Hai beffato i curiosi ancora una volta. Tu, nell’urna, in frammenti grigi nascondi mani, braccia e sorrisi. La tua ironia è libera ora. Stai viaggiando, lasci in dono assenze semi e germogli di ciò che non sarà più. Tra le dita ho solo una matita. Cerco di disegnare la tua anima così strana, abitata da abbagli di luce.
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31/5/2023

L'autore
rosanna gazzaniga
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Bellissima!! (Marcella Usai)

Versi molto belli e coinvolgenti. Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)

elogio rosanna bellissima opera (carla composto)

Commenti (6)

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bellissima poesia respira il tuo cuore nei versi colorati d’emozioni plauso

Marcella Usai4 marzo 2026

“Tra le dita ho solo una matita.” È fragile, semplice, umana. Di fronte alla morte non restano grandi strumenti, solo il gesto ostinato di disegnare, di provare a trattenere un’anima “abitata da abbagli di luce”. È un atto d’amore e di resistenza: trasformare l’assenza in segno, in parola, in memoria. Versi meravigliosi. Complimenti. Il testo vibra di malinconia, ma non è disperato. Dentro il dolore c’è ancora luce — intermittente, accecante, ma viva.

Alma Gjini4 marzo 2026

Questa poesia mi arriva come un pugno lento, di quelli che non fanno rumore ma restano addosso. C’è un dolore composto, quasi solenne, che si muove tra immagini forti - l’urna, i frammenti, il rosario- e poi si apre a lampi di luce che sorprendono e commuovono. Mi colpisce soprattutto quel finale con la matita: è un gesto fragile e umano, come se scrivere fosse l’unico modo possibile per continuare a toccare chi non c’è più. Leggendola, mi sono rivista la notte dopo il funerale di mio padre, la notte più lunga della mia vita: quella sospensione irreale in cui il mondo va avanti e tu resti ferma, con il cuore che non sa ancora come battere senza quella presenza.

Lirica di struggente malinconia, che usa l’immagine del disegno per tratteggiare l’essenza di una persona che non c’è più. Attraverso un linguaggio fatto di "frammenti grigi" e "abbagli di luce", la poetessa riesce a rendere tangibile il vuoto dell’assenza, trasformando il ricordo in un ultimo, delicato ritratto dell’anima. Congratulazioni. ​

carla composto7 marzo 2026

una metafora intensa che ben si addice a questa lirica che arriva il cuore buon ritorno a questa brava poetessa...

Alberto De Matteis11 marzo 2026

"Ritratto a matita" è una di quelle immagini forti che rimangono impresse nel cuore e nella mente. E la poetessa Rosanna Gazzaniga, con questo suo testo poetico struggente, lascia un solco profondo ed empatico nel lettore. Tu, nell’urna, in frammenti grigi, scrive l’Autrice, nascondi mani, braccia e sorrisi, con la tua ironia, ora libera. Sono parole potenti che rimarcano in modo tangibile la presenza di chi non c’è più. La matita, poi, pur fragile e direi insignificante, nelle mani della protagonista, diventa lo strumento per far rivivere l’anima di chi abita in altra dimensione. Complimenti ed elogio sincero con plauso.