Ritratto a matita
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima!! (Marcella Usai)
Versi molto belli e coinvolgenti. Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)
elogio rosanna bellissima opera (carla composto)
Commenti (6)
bellissima poesia respira il tuo cuore nei versi colorati d’emozioni plauso
“Tra le dita ho solo una matita.” È fragile, semplice, umana. Di fronte alla morte non restano grandi strumenti, solo il gesto ostinato di disegnare, di provare a trattenere un’anima “abitata da abbagli di luce”. È un atto d’amore e di resistenza: trasformare l’assenza in segno, in parola, in memoria. Versi meravigliosi. Complimenti. Il testo vibra di malinconia, ma non è disperato. Dentro il dolore c’è ancora luce — intermittente, accecante, ma viva.
Questa poesia mi arriva come un pugno lento, di quelli che non fanno rumore ma restano addosso. C’è un dolore composto, quasi solenne, che si muove tra immagini forti - l’urna, i frammenti, il rosario- e poi si apre a lampi di luce che sorprendono e commuovono. Mi colpisce soprattutto quel finale con la matita: è un gesto fragile e umano, come se scrivere fosse l’unico modo possibile per continuare a toccare chi non c’è più. Leggendola, mi sono rivista la notte dopo il funerale di mio padre, la notte più lunga della mia vita: quella sospensione irreale in cui il mondo va avanti e tu resti ferma, con il cuore che non sa ancora come battere senza quella presenza.
Lirica di struggente malinconia, che usa l’immagine del disegno per tratteggiare l’essenza di una persona che non c’è più. Attraverso un linguaggio fatto di "frammenti grigi" e "abbagli di luce", la poetessa riesce a rendere tangibile il vuoto dell’assenza, trasformando il ricordo in un ultimo, delicato ritratto dell’anima. Congratulazioni.
una metafora intensa che ben si addice a questa lirica che arriva il cuore buon ritorno a questa brava poetessa...
"Ritratto a matita" è una di quelle immagini forti che rimangono impresse nel cuore e nella mente. E la poetessa Rosanna Gazzaniga, con questo suo testo poetico struggente, lascia un solco profondo ed empatico nel lettore. Tu, nell’urna, in frammenti grigi, scrive l’Autrice, nascondi mani, braccia e sorrisi, con la tua ironia, ora libera. Sono parole potenti che rimarcano in modo tangibile la presenza di chi non c’è più. La matita, poi, pur fragile e direi insignificante, nelle mani della protagonista, diventa lo strumento per far rivivere l’anima di chi abita in altra dimensione. Complimenti ed elogio sincero con plauso.






