Sospinto in speranza
Sospinto da tenue brezza,
mi ritrovai su umida roccia,
che d’intorno tutto di mare tacea
con l’onde ormai sopite
Sferzante ancor di nubi inquiete
il ciel era rappreso
al calar del lucido tramonto,
soggiogo finito d’un maremoto
Lungi da me, o avida terra,
che declini immota
al fiorir di nuova alba
Consola l’incerto peregrinare,
che si alzino novelle vele,
al cantare dello scoglio rapito
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti5 marzo 2026
bellissima ode ritmata che coinvolge il lettore complimenti
