Anima selvaggia 2
Peppe Cassese
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La percepisco impavida e rapace
con l’urlo appena giunto al suo sentire
tra i semi pigri e il vento da imbandire
né astuto né corsiero né mendace.
La fiuto e la pretendo pertinace
sedotta del suo mondo da scoprire
rapita dall’incanto del fiorire
dove innevata l’aria muta e tace.
E lei avanza libera e splendente
braccando il cuore e l’anima selvaggia
avverte il suo cammino incandescente
nell’aria nuova e il suo profumo saggia
lanciando al cielo il grido irriverente
e con la vita un’altra lotta ingaggia.
Lì sulla nuda piaggia
lei vaga assieme al male inadempiuto
cercando il bene immenso che ha perduto.
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Peppe Cassese
Commenti (1)
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Marcella Usai28 marzo 2026
Questa poesia di Peppe Cassese sembra raccontare una forza interiore ribelle, quasi una creatura selvaggia che incarna desiderio, istinto e ricerca. Ma, in realtà, parla anche di lui: di una parte profonda e inquieta che non si accontenta, che insegue qualcosa di autentico anche quando fa male. Si sente il bisogno di libertà, ma anche la consapevolezza di una perdita, di un “bene immenso” che sfugge. È come se l’autore si osservasse dentro, riconoscendo sia la spinta a lottare sia il vuoto che la alimenta. Una ribellione che non è solo contro il mondo, ma anche contro i propri limiti e le proprie mancanze. Mitico Peppe

