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Riflessioni 28 marzo 2026 · lettura 1 min · 55 letture

Chissà

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Forse non ne saremo capaci e dove ora giace il nostro possibilismo d’ogni reazione avversa se ne contesta il passo creduto logico andare senza però considerare l’altrui pensiero... Ama il prossimo tuo poiché è te stesso Questa è la giusta traduzione di quel che fu pensiero e indicazione così come il giusto diktat per alleggerire quel cuore che si crede in difetto donando di sé Non sappiamo il perché a questo si possa arrivare, chissà a quale dogma si debba ipotizzare senza scendere nei dettami di una fede così personale... Chissà se il passo nostro porti là dove il domani di noi ci assomiglia e d’ogni parola ne trarremo benefico succo come fosse dolce spremuta di nostri pensieri...
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Molto apprezzata. Un caro saluto.😚 (Antonietta Angela Bianco)

Bellissima!! (Marcella Usai)

Commenti (3)

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bellissima lirica versi profondamente intensi hai un cuore meraviglioso mi fai emozionare complimenti

Questa poesia è un invito profondo all’empatia, una riflessione sospesa tra il dubbio e la speranza. Ci ricorda che l’amore per l’altro è l’unica "giusta traduzione" della nostra esistenza, l’unico modo per alleggerire il cuore e camminare verso un domani che ci somigli davvero. ​È un augurio dolce e luminoso: che ogni nostra parola possa trasformarsi in un benefico succo, capace di nutrire noi stessi e chi ci sta accanto con la stessa, essenziale dolcezza. Congratulazioni.

Marcella Usai28 marzo 2026

È un testo molto delicato e riflessivo, che sembra muoversi tra dubbio e speranza. Si percepisce una ricerca sincera di senso, soprattutto nel rapporto con gli altri e con sé stessi. Mi colpisce il modo in cui trasformi l’incertezza (“chissà”) in qualcosa di quasi fecondo, come se anche il non sapere potesse nutrire il pensiero. C’è una dolcezza filosofica che resta, come un invito a essere più comprensivi e umani. Compkimenti