L’ultima poesia
Ernesto Di Martino
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Ho trascorso i giorni a contar le crepe,
una via l’altra, senza più stupore.
Il dolore ha imparato il mio nome
e lo pronuncia piano, ogni notte.
Non c’è stato un crollo,
solo un lento cedere del respiro,
come una casa che smette di lottare
contro il peso del tempo.
E’ così che mi fermo e dico basta
all’ amore che chiede e non restituisce,
ai sogni che si infrangono
prima ancora di avere una forma.
Chiudo le porte, una ad una,
in silenzio, senza rabbia,
lento, con quella stanchezza
che leggi negli occhi ormai vuoti.
Vivrò alla giornata,
unico progetto il mio respiro
e attraverserò la pioggia
senza cercare riparo.
E in questa scelta silenziosa
si è spento qualcosa:
il desiderio,
quella scintilla ostinata
che chiamavo ispirazione.
Persino le parole mi sfuggono ora,
cadono vuote sul foglio
come foglie che non aspettano primavera.
Questa è l’ultima poesia,
non perché non ci sia altro da dire,
ma perché non provo più nulla
che debba essere detto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Ernesto Di Martino
Nato a Casale Monferrato nel 1972, vivo ancora qui con la mia famiglia e gestisco un ristorante. Da piccolo in pratica non scrivevo, mentre ora riesco ad esprimere ciò che ho dentro solo attraverso la scrittura. Un flash nella mia mente, una frase di un amico, un evento della mia vita.....sento la necessita' di ferma
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