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Riflessioni 30 marzo 2026 · lettura 2 min · 53 letture

Poi, volai giù

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Poi, volai giù Nella prima acerba mattina salii felice sulla crina proprio davanti a casa mia, non so cosa mi smosse forse quella stupida utopia di voler cambiare le nuvole basse che meste, oscuravano il cielo con il loro bigio velo. Era quasi sereno al mezzodì quando a fatica arrivai là dove la valle era lì per lì troppo piccola sotto di me, e mai nessuno saprà che mi lanciai senza un perché, mi sentivo così libero lassù d’essere me stesso, poi volai giù... Era poco più della metà del giorno ed era caldo mentre cadevo immaginai che quel volo era senza ritorno ma questo non mi faceva paura, più mi avvicinavo al suolo e più vedevo in ogni cosa la bellezza della natura e mi persi nella mia vita chiudendo gli occhi aspettando l’impatto nei silenti rintocchi di un orologio che camminava sgomento ben oltre il tempo che si rinnova al cospetto di un assurdo commento nel pensiero che si sfila da quella prova dettata dalle cose da fare in quel momento così lontano dall’impietoso vento che deviò il mio destino facendomi cadere sul soffice prato accanto alle alte conifere. Di prima mattina salii lassù e gridai al vento, poi, volai giù...
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Un caro saluto... (Marcella Usai)

Elogio meritato (Ausilia Giordano)

Commenti (3)

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Marcella Usai30 marzo 2026

La poesia dell’autore Saverio Chiti colpisce per la sua intensità e sincerità: si sente forte il desiderio di libertà, quasi ingenuo ma profondamente umano. Il volo diventa un gesto simbolico, tra slancio e caduta, dove paura e bellezza si intrecciano fino all’ultimo istante. Lascia una sensazione malinconica ma anche contemplativa, come se la fine fosse, in qualche modo, anche una forma di rivelazione. Complimenti caro poeta

Ausilia Giordano30 marzo 2026

Un sogno, o un amor di "fantasticare". Il mattino indica motivo di gioia e desiderio di cambiamento, e il poeta, giustamente ci conduce con sè, in un volo ascensionale, dal basso verso l’alto, con il proposito di dar mutazione alle nuvole "che meste oscillavano" forse mosse dal vento. Se il mattino ci dona un protagonista felice di compiere un’altissima azione, il mezzogiorno ci mostra una alquanto stanchezza nell’azione. Il moto libero soprattutto nel volo, mostra desiderio di libertà fantasiosa. La gradazione tra il fresco del mattino e il caldo, sembra uno spostamento d’umore nel poeta, o il timore, che lo prende e lo fa scendere giù - senza che lui ne conosca il motivo. La caduta è memorabile: in un soffice campo di conifere. Elogio.

la poesia tua caro Saverio colpisce per l’intensità e la sincerità. si sente forte la sensazione della libertà mi emozioni tanto