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Satira 30 marzo 2026 · lettura 1 min · 186 letture

Pax et donum

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Ti posso dare in dono un mio pensiero di quelli che sorprendono la mente nel biascicare frasi ed è evidente che copre la cervice con lo zero. Suadente molto ardente e battagliero si adopera così convulsamente che sbotta a più non posso e come niente vaneggia dentro il petto ma è sincero e se lo ascolti bene è l’occasione di mettere a tacere la coscienza signora petulante e a ben ragione potresti certamente farne senza solo che il su indicato furbacchione concesso che ci avrà l’inconsistenza si adatta all’occorrenza e sbrodola per terra una matassa che ti alimenta l’alma e la carcassa.
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Commenti (1)

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Marcella Usai31 marzo 2026

Il testo del poeta Peppe Cassese, sembra proporre una riflessione ironica e un po’ disincantata sulla natura del pensiero umano: non lineare, non nobile come si vorrebbe, spesso contraddittorio, ma proprio per questo vitale. La scelta di immagini corporee e quasi “sporche” rafforza l’idea che ciò che ci muove davvero non è la purezza della ragione, ma un impasto confuso di impulsi, parole e autoinganni.