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Spirituali 7 aprile 2026 · lettura 2 min · 33 letture

Il Grido nel Grembo dell’Origine

Daniele miraflores 315 poesie pubblicate
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Non è questa ruga, solco scavato dal tempo sul mio volto, la vera passione che tu, Cristo, trascini nel legno della croce. La vera agonia è nell’anima, dove il peccato dei giorni si fa corona di spine, premendo contro la mente fino a farne sgorgare un sangue denso, che non lava ma accusa. Il tuo grido, Gesù, non cade sotto il peso di un corpo ormai deturpato, ma sotto il tallone di un silenzio del mondo che soffoca ogni cosa. Un mondo che conosce solo il fumo non quello, lieve di una sigaretta consumata tra le dita di un poeta, ma quello nero e grasso di una guerra assassina che divora i figli e la speranza. dimmi, cosa giudicasti quando, ancora chiuso nel grembo di tua madre, eri all’oscuro della morte? E come hai potuto poi umiliarla, quella morte, mettendola a tacere con la tua sconfitta apparente? Gesù, tu che sei sangue divino e carne martoriata, non puoi lacerare questo legame con l’abbandono. Non lasciare il figlio nell’ombra, perché proprio in questo silenzio che morde, lui non urla più: lacrima, nel fango, il suo perdono.
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Ho voluto scrivere questa preghiera che sento molto . Le guerre la cattiveria e poi la Santa Pasqua ripiegare su Gesù implorando la sua indulgenza.

L'autore
Daniele miraflores

sono nato a Vercelli una città adorabile artisticamente come del resto tutto il nostro bel paese . Dopo un interruzione durata parecchi anni per vari motivi ho ripreso A scrivere ad apprezzare la Poesia un dono che non tutti possono avere. Non sono un poeta ma a me piace scrivere quello che chiamo i miei pensieri.

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Un caro saluto Daniele (Antonietta Angela Bianco)

Un affettuoso saluto (Marcella Usai)

Commenti (3)

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Questo componimento è una preghiera sofferta e cruda che intreccia il dolore umano alla passione di Cristo. Il testo esplora l’angoscia interiore e il peso del peccato, denunciando l’orrore della guerra e il silenzio indifferente del mondo. Si chiude con un’invocazione disperata affinché il sacrificio divino non abbandoni l’uomo nell’ombra, cercando nel fango una possibilità di perdono. Congratulazioni, è bellissima.

Marcella Usai7 aprile 2026

Hai scritto qualcosa di molto potente. Si sente che non stai parlando solo di Cristo, ma anche di te, della fatica di portare dentro il dolore, il silenzio e il senso di colpa. Le immagini sono forti e sincere, soprattutto quando trasformi la sofferenza in qualcosa di interiore e attuale. Quel finale, con il perdono che non urla ma piange, arriva dritto. C’è verità in quello che scrivi. Un grande plauso

questa poesia caro Daniele è un sacrificio del dolore ed una croce fonte del silenzio bellissima la chiusa emozioni e brividi. tocchi il cuore complimenti