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Sociale 6 aprile 2026 · lettura 1 min · 51 letture

Gli ultimi della terra

Pierfrancesco Roberti 1105 poesie pubblicate
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Famiglie con stracci di silenzio a piedi nudi si trascinano nel deserto. Innocenti vittime del mare che sale nelle onde padre nostro che piangi le stragi dei figli più poveri. Tu che spezzi l’ostia dell’amarezza i pochi che arrivano nel loro paradiso vengono arrestati perché stranieri. Silenzio dei deportati che cadono nel sale assistiamo le tante solitudini dei migranti abbandonati nelle strade da tutti noi. Vibra la solidarietà dell’abbraccio di fratelli ultimi figli della terra sudati di una croce.
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Pierfrancesco Roberti
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Bella lirica Complimenti (Marcella Usai)

Versi molto belli. (Ausilia Giordano)

Commenti (3)

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Ausilia Giordano6 aprile 2026

Meravigliosi questi versi colmi di passione per amore fraterno, per la sofferenza dei popoli poveri, oppure oppressi dalle guerre. Il Nostro Padre Celeste in lacrime per i suoi figli sofferenti. Complimenti al poeta.

Marcella Usai6 aprile 2026

Versi intensi e dolorosi, che colpiscono per la loro umanità e per la capacità di dare voce a chi spesso resta invisibile. Hai trasformato indignazione e compassione in immagini forti e sincere, senza retorica. Una poesia che invita a non restare indifferenti. Complimenti

Questa poesia è un grido di dolore e una profonda riflessione sulla tragedia dei migranti. È un quadro di sofferenza universale, dove il viaggio fisico attraverso deserti e mari diventa un calvario spirituale. Attraverso un linguaggio che richiama il sacro il testo trasforma la cronaca in una questione di coscienza collettiva. Denuncia l’indifferenza e l’ostilità di un mondo che promette "paradisi" per poi offrire solo arresti e solitudine, chiudendosi con un appello alla fratellanza: l’unica via per ridare dignità a chi è considerato l’ultimo della terra. Bellissima, complimenti.