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Satira 29 giugno 2026 · lettura 1 min · 106 letture

Risveglio 3 (Rondò)

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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E c’è un risveglio d’anime cadenti non stelle ma pietruzze a basso cielo ben ricche di promesse e senza accenti cadute sulla terra in parallelo. E c’è un risveglio ricco di quel zelo col vento che ribatte in su e giù coperto e riscoperto dal disgelo del verbo della vecchia gioventù signora che giocava con il fu negli anni consegnati al sessantotto forieri della nuova schiavitù alfieri di un prolifico decotto. E c’è un risveglio degno di un casotto tra pezze stracci e impavidi narcisi seguaci dell’atavico strambotto col niente declinati dagli incisi per questa libagione di sorrisi di anime sospese tra i tormenti nel rimestare assurdi paradisi speciosi e ammassicciati incantamenti.
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Commenti (2)

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Marcella Usai30 giugno 2026

I versi trasmettono una forte sensazione di disillusione e transizione. L’autore mette in contrasto la spinta vitale della giovinezza simboleggiata dal vento che mitiga il gelo con la dura realtà del presente, fatta di "anime cadenti", "pezzacci" e sogni sbiaditi dal tempo. Più che una rinascita serena, il "risveglio" descritto appare come una lucida presa di coscienza: un ritorno alla realtà che unisce il tormento interiore alla ricerca di una forma di riscatto, evocata attraverso quella "libagione di sorrisi" finale che tenta di illuminare un panorama esistenziale altrimenti cupo e frammentato. Plauso caro Peppe

J
Jo Kondelli Ghezzi4 luglio 2026

Felicemente viva e soprattutto vera poesia, dove le metafore la fanno da guida, in un mare di idee, adatto ad ogni risveglio.