Arrivai, da te
Saverio Chiti
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Molte volte arrivai in punta di piedi
per non disturbarti
e spesso è davanti a te che m’inchinai
come uomo dalla smarrita Fede
o quantomeno dispersa
fra i bui sentieri del mio percorso.
Adesso che non sono più lo stesso
ancora m’inchino ai tuoi piedi
e nella notte oscura, è a te che penso
donandoti le mie preghiere.
Tante volte provo ad alleviare
le mie pene, che sento risalire in me
quando l’oscurità diventa troppa
e in tutto perdo fiducia.
Poi allungo lo sguardo, e di te
in lei rinnovo tutto l’amore
che ho ancora da donare,
spesso rimango lì, in silenzio
nell’ascolto delle tue
dolci parole d’amore.
È in quei frangenti
che mi chiami, figlio...
io di rimando non posso che
immaginarti tuttora al mio fianco,
proprio come una Celeste Madre
a cui tutto di me ancor concedo...
Arrivai, da te in un giorno buio
e tu con occhi dolci mi dicesti:
Cercami in lei, è lì che abito
e attraverso lei, io ti concedo ogni bene
poiché laddove l’amore
della famiglia vive, io sono.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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