Il Freddo che custodisce il Canto
Daniele miraflores
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Sono sbocciato fragile,
come un fiore germogliato
Senza difesa sull’orlo del mondo.
Ma poi ho imparato la terra,
ho masticato la saggezza amara
della memoria e sono cresciuto,
imponente facendomi quercia
dalle radici antiche, capaci di scavare
fino al cuore profondo della grazia.
Oggi mi fermo qui, mentre il fumo
denso della nebbia sale lento
ad avvolgere ogni cosa.
Il freddo dell’ inverno è un morso
affilato sulla carne, ma io resto
immobile e nudo di fronte al
mistero del tempo, con la corteccia
segnata dalle stagioni e il petto
spalancato al cielo.
Arresto il corso delle cose.
Impongo il silenzio al mondo
con la forza antica dei miei rami
per riaffermare quel sogno,
quel frammento d’eterno ormai
passato sottopelle.
Tra il gelo che intirizzisce l’aria
e l’abbondante caligine che nasconde
I contorni dei ricordi, la quercia non
piega la testa: spacca la crosta
del tempo, si fa parola profonda
e risveglia l’anima che custodisce il canto.
Perché solo così il dolore si trasforma
in pura poesia, e chi sa ancora
fermare il tempo nel freddo della memoria
ritrova finalmente la sua natura di poeta.
©
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L'autore
Daniele miraflores
sono nato a Vercelli una città adorabile artisticamente come del resto tutto il nostro bel paese . Dopo un interruzione durata parecchi anni per vari motivi ho ripreso A scrivere ad apprezzare la Poesia un dono che non tutti possono avere. Non sono un poeta ma a me piace scrivere quello che chiamo i miei pensieri.
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