Legami deboli
mauro marino
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Legami deboli
che si sfaldano
per unirsi
attorcigliarsi
in un’amena geometria.
Tu, a regime
in quegli istanti
pochi, ben assestati.
ti spogli.
E io appresso a te.
Vulcanologo mi hai promosso
ciclotrone dei tuoi sintomi vascolari.
Da che ero solo, calvo e in fosso
mi hai ridato la linfa che mi dovevi.
Ho sperato di perderti
ancor prima di incontrarti.
Mi è bastato lambirti la pelle
per poi darti le spalle.
Se ancora ce l’hai con me
una relazione
io non lo so
o non lo so ancora,
mai io ci sto, sono già dentro.
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mauro marino
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