Pluriverso smeraldo
Gira l’ago di vetro nella tasca,
punta un verde che spacca la nebbia.
Non guarda la folla che bacia lo specchio,
sospesa sull’orlo di un vuoto profondo.
Sotto l’asfalto dei mille riflessi,
batte un nucleo più antico, animale.
È l’Io che non chiede una posa,
ma stringe la mano del mondo.
La luce si schiude in mille respiri,
ogni gemma è una terra che vive.
Siamo un unico cielo,
fatto di specchi che cadono a pezzi.
E la bussola trema sul fondo,
nel pluriverso smeraldo del mondo.
©
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